Elaborazione del lutto

Come affrontare un lutto?

Quando si perde una persona cara (e non solo un parente) le reazioni sono diverse per ognuno di noi, così come lo sono le fasi di elaborazione del lutto. Anche le modalità di adattamento dipendono da fattori specifici.
È possibile definire il lutto come quel processo fisiologico che segue la perdita di una persona cara. Per quanto ogni lutto sia un’esperienza differente, ormai è noto come siano rilevabili reazioni ricorrenti. Queste riguardano il susseguirsi di diversi stati mentali, che si possono alternare o mescolare.

Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso.
–Primo Levi

Tipologie e aspetti clinici

  • Shock e ottundimento: a volte familiari e amici reagiscono alla notizia del decesso con uno stato di incredulità e negazione, anche quando la morte è frutto di una malattia prolungata. Si tratta di un fenomeno di rimozione che di solito dura poche ore o al massimo qualche giorno e svanisce man mano che si moltiplicano le occasioni per parlare del decesso con altre persone. Parlarne rende infatti l’evento reale.
  • Agitazione e nostalgia: man mano che l’ottundimento iniziale scompare, è possibile che compaiano ansia, agitazione e desiderio di vedere la persona scomparsa, tali da interferire con la capacità di concentrarsi. La persona deceduta è presente anche nel sonno attraverso i sogni. Le reazioni a questo fenomeno sono individuali: alcuni lo trovano disturbante, altri invece trovano un conforto paradossale in questa presenza.
  • Rabbia: è un sentimento comune. La rabbia può essere rivolta contro il destino, ma talvolta anche contro la persona che è mancata (e che se ne è andata troppo presto) oppure contro i curanti che non sono stati capaci di salvarla. Un po’ di rabbia è normale e salutare, ma se perdura nel tempo è meglio chiedere l’aiuto di un professionista.
  • Tristezza e depressione: sono spesso i sentimenti dominanti nel tempo, ma non sono presenti in egual modo in tutti. L’intensità della tristezza non è una misura di quanto si è voluto bene a chi non c’è più, ma dipende dal modo con cui ciascuno di noi reagisce. È normale essere depressi per qualche mese dopo una grave perdita, ma se la depressione diventa cronica è meglio chiedere aiuto a un medico o a uno psicologo.
  • Vuoto: c’è chi sente di aver perso una parte di se stesso. Questo vuoto può sparire con il tempo o, almeno, attenuarsi.
  • Accettazione: la fase di accettazione non corrisponde a un ritorno alla normalità precedente la perdita. Le persone col tempo si adattano alla nuova realtà, anche se la tristezza legata al ricordo della persona deceduta non scompare mai del tutto.